venerdì 9 agosto 2013

Armatura AVANT - questa popolare sconosciuta

Da anni vedo in giro armaioli che si pregiano del fatto di avere realizzato una replica dell'armatura denominata AVANT, per essere più preciso CHURBURG20.
Visto che ad oggi non ho avuto modo di visionare non tanto nulla di simile ma neanche nulla di decente (sul nostro territorio) mi permetto di fare luce su questa armatura presente sulla bocca di molti ma veramente conosciuta da pochi.

Premettiamo che questo pezzo è considerato a livello museale, artistico e tecnico come il più vecchio esempio di armatura integra o SANA arrivata fino ai giorni nostri.

Il pezzo proviene dalla collezione privata del Castello di Churburg (Sluderno) appartenente alla Famiglia Trapp catalogato come CH20) ed è stato acquistato all'inizio del 20° secolo dal magnate americano Randolph Hearst, in seguito l'armatore scozzese Robert Lyons Scott l'acquista per la propria collezione privata, alla sua morte la collezione, comprendente l'armatura, viene donata alla città di Glasgow.
Attualmente la collezione R.L.SCOTT è parte integrante delle collezioni presenti presso il Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow e l'armatura è in mostra presso l'ala dedicata all'arte italiana.

Il pezzo è databile in un periodo compreso tra il 1440 e il 1450, opera delle officine di Giovanni Corio importante armaiolo milanese che grazie alla sua bravura raggiunge il rango di patrizio, il marchio di questa officina è presente su ogni pezza.
Mi permetto di parlare di officina in quanto all'interno di questa lavoravano diversi artigiani noti per altri pezzi presenti in altri collezioni.

Il nome di questa armatura deriva dalle ripetute incisioni che recano la scritta "AVANT" presenti sullo scollo scatolare del petto.
Si tratta di un'armatura da GUERRA appartenuta alla famiglia VON MATSCH signori del castello di Churburg e della vallata circostante.
Perfetto esempio di arte armoraria italiana è ammirata per i suoi volumi e le perfette linee, modello precursore di quei canoni che porteranno l'arte armoraria italiana a diventare il punto di riferimento per l'eccellenza durante tutto il XV° secolo .

Il pezzo pesa in totale 26kg, mancano i fiancali, la manopola sinistra (quella presente è una replica) e  lo spallaccio destro (forse perso durante uno scontro*) .
Gli spessori misurati durante un'intervento di restauro, sono i seguenti :
Manopole 1-1.8 mm
Cannone del Braccio 1.1-1.9 mm (media 1.3 mm)
Antibraccio  1.1-1.5 mm (media 1.4 mm)
Schinieri 1-1.5 mm
Petto 2.3-3.2 mm , la parte centrale è in media 2.8 mm

L'elmo, anche questo proveniente dalla collezione Trapp (catalogato come CHT57), è un pezzo più tardo e non appartenente alla composizione originale.
Si tratta di una barbuta a T dell'armaiolo Provasio di Milano ed è databile intorno al 1470.
L'elmo originale è custodito presso la Royal Armouries di Leeds.

Questo mio articolo (senza pretese) vuole essere un punto di partenza per chi voglia sapere di più su questa bellissima armatura e sul suo mondo, opera dell'ingegno italiano , arte del ferro e della guerra.

Alcune immagini :


fotografie ANDREA CARLONI
Note
*ipotesi del Dott. Tobias Capwell , curatore della collezione ARMS AND ARMOUR presso la WALLACE COLLECTION di Londra 

Bibliografia
L.G.Boccia, E.T. Coelho, Mamoli S.p.A Milano : Arte dell'Armatura in Italia, fig.52 pag.119
L.G.Boccia, Francesco Rossi, Marco Morin, Electa Ed. : Armi e Armature Lombarde, pag.52
O.G.Trapp, Mario Scalini, Magnus Ed. : L'Armeria Trapp di Castel Coira,  pag 69-73
Tobias Capwell, Graham Turner, The Real Fighting Stuff: Arms and Armour at Glasgow Museums, pag.26-29

Eugenio Larosa

1 commenti:

Lupo Manaro ha detto...

Ahhhh!! Bellissima! Bravi per il tuo laboro. Una domanda Come e l'elmo originale?
Saluti nella Citta del Messico

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