lunedì 17 marzo 2014

Vino e Soldati - Francesco Sforza

Francesco Sforza dice al referendario e al tesoriere di Parma di non dare, come all'opposto aveva precedentemente promesso a Francesco da Tiano e ai suoi fanti, vini, ma si dica che tale divieto proviene dal tesoriere generale che imponenon si possa dare vino se "non ve lo scrive".


1451 marzo 5, Milano.
209v Referendario et thesaurario Parme.

Advenga che heri, per una altra nostra, ve scrivissimo che a Francisco de Tiano nostro
conestabile, quale havimo mandato là, dovesti dare vino per uno mese per luy et per tutti li
soy fanti, quali ha me- nati là, tamen per questa dicemo che nostra intencione è et così
volimo che vuy non gli daghati per modo alcuno il dicto vino, dicendo al dicto Francisco
che, licet nuy ve habiamo scripto gli daghati questo vino, vuy non gli lo posseti dare, se lo
nostro texaurero generale non ve lo scrive, certificandovi che como havimo dicto, non
volimo che l’habia; ma questo gli dicati per modo ch’el non para proceda da noy né che
noy vene habbiamo scripto cosa alcuna, ma che vuy non lo posseti fare per li ordini ve ha
dato dicto nostro thexaurero generale.
Mediolani, v marcii 1451.
Cichus.

Missive Sforzesche - Archivio di Stato , Milano

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