mercoledì 4 ottobre 2017

Missiva di Sigismondo Malatesta ad Angelo Galli




Missiva di Sigismondo Malatesta raccolta nel canzoniere del poeta urbinate Angelo Galli apprezzato in diversi corte italiane.


Di Sigismondo Malatesta
Messivo del sopradicto Signore ad meser Angelo. Messivo del sopradetto S[ignore].

Manca del bel giardino el nobil fiore
che tien le foglie et l'arbor sempre verde,
né per frigido tempo giamai perde
o per estivo suo gentil valore.
Mancace el vago, vivo et bel colore,
nel qual chi fixo mira se rinverde
et chi ne gusta del suo cibo, in verde
ritorna al stanco corpo omne vigore.
Lauro, faggio, pino, acompagnate
el bel genevro transformato in donna
in ghirlandecte sopra el capo d'oro.
Et se nostre preghier fieno ascoltate,
quando de voi ne prenderà madonna,
dite che senza lei or quivi moro.

In risposta :
Resposta de meser Angelo al prefato Signore.

Dolgase sempre del suo grande errore
chi raquista el suo ben, poi lo riperde:
questo mio dir velato adrizo in ver de
ciascun che sta lontano dal suo amore.
Non basta che da lungi sia el tuo core
qual neve quando el sol via la disperde,
se tu non torni al tuo arbor biverde
che sol disii, et lei forsa non more.
Le gratie rare che dal cel son date,
non le fugir. Quale indutia t'asonna?
Or vola a possedere el tuo thesoro.
Genevra et Lancilocto in quella etade,
se te starai cum chi de te se indonna,
de voi più gloriosi mai non foro.

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